In Via San Benedetto si trova una fontana collegata ad una storia d’amore.
Siamo nel secolo XVI e nei suoi pressi si incontrano di nascosto due giovani innamorati: Antonella, ancella della regina Margherita di Durazzo ed il nobile Raimondo, soldato del re Ladislao( figlio di Carlo III, il marito morto di Margherita).
Il loro amore però era osteggiato dalla differenza di classe e per questo re Ladislao ordinò a Raimondo di partire per la guerra mentre costrinse Antonella a ritirarsi nel convento di San Michele.
Due anni dopo Raimondo tornò vittorioso e re Ladislao gli concesse come premio la possibilità di sposare Antonella.
Antonella però aveva una sorella malvagia( manco fosse un cartone della Disney!) che si spacciò per lei riuscendo a farsi sposare dal giovane Raimondo.
L’inganno fu scoperto solo grazie alla regina che in punto di morte chiese della sua più cara ancella; una volta presentatasi invece la sorella capì tutto: la vera Antonella si trovava ancora in convento ma morente dato che era stata contagiata dalla peste.
Scoperta la verità, Raimondo di fretta e furia si recò al convento solo per cogliere l’ultimo sorriso di lei prima che la morte la abbracciasse.
Raimondo trascorse la restante parte della sua vita a vagare senza meta, sospirando il nome della sua amata.
Leggenda vuole che ogni ragazza che si reca nel mese di agosto a bere l’acqua della fontana, una volta pronunciate le seguenti parole:
“anima della fontanella di Margherita,la regina bella,
caccia le lacrime di Antonella,
tradita dall’infame gemella”
potranno realizzare il proprio sogno d’amore se vedranno cadere solo sei gocce d’acqua che poi dovranno raccogliere e conservare.
Per i ragazzi niente, bisogna uscire pazzi come Raimondo.