Se c’è una figura capace di alimentare ogni sorta di mito o leggenda qui a Salerno allora è quella di Vincenzo De L… no, un attimo, è quella dell’alchimista Barliario, infatti, è mia intenzione crearne qualcuna personalmente e poi spacciarla in giro facendo la figura dell’erudito.
Ma quella che sto per raccontarvi è originale, recuperata da fonti scritte, come dire… è una leggenda vera…
Qui parliamo dell’iniziazione del giovane Pietro Barliario al mondo esoterico.
Pietro, appena poco più che un ragazzo, trovandosi in mezzo la campagna si sentì attrarre da una forza sconosciuta all’interno di una caverna.
Dentro c’era un vecchio (ops, un anziano!) che gli mostrò un libro, il libro più importante di tutti i libri: il libro dei desideri.
Mentre Barliaro incominciò a leggerlo il vec… l’anziano se ne uscì dalla caverna, ma il giovane Pietro non vide la zampa caprina che usciva dal suo mantello.
Leggendo questo libro Barliario apprese la legge alchemica della trasmutazione universale, rendendolo padrone della materia, capace di bruciare l’acqua e di bagnare con il fuoco, di generare il cielo dalla terra e di ottenere dal cielo la pietra filosofale.
Altro che Harry Potter.
Ma da una grande sapienza possono arrivare grandi errori.
Un giorno Pietro lasciò a casa i suoi due nipotini, Faustino e Fortunato, che, liberi di girare nel suo laboratorio alchemico, curiosarono tra alambicchi e forni alchemici.
Tornato a casa, l’alchimista li trovò morti asfissiati dalle esalazioni degli intrugli in cottura o, secondo altri, strangolati da demoni usciti da un libro che avevano incautamente aperto.
L’alchimista aveva capito che questa era la punizione per aver superato i limiti dell’ignoto.
Quindi, abbandonò la sua arte meravigliosa e si ritirò nella Chiesa dei Benedettini dove pianse per tre giorni e per tre notti ai piedi del Crocifisso dipinto su legno (che si può osservare oggi al Museo Diocesano) che piegò il capo in segno di averlo perdonato… o per toglierselo dai piedi.
In seguito a questo miracolo il Crocifisso divenne oggetto di venerazione popolare e la fiera che si tiene ogni anno tutti i venerdì di marzo è dedicata proprio a lui.
Sembra che nella Chiesa di San Benedetto si trovi un tumulo dedicato a Pietro, a sua moglie ed ai suoi due nipotini.
Il Museo Diocesano si trova nel Centro Storico di Salerno su Largo Plebiscito.